Le Janas cadono in finale, ma che orgoglio
24 maggio 2026
Le Janas cadono in finale, ma che orgoglio
Trapani conquista la promozione, la Città del Redentore esce a testa alta dalla Final Eight
C'è una sconfitta che brucia e una sconfitta che scalda il cuore. Quella che la Città del Redentore si porta a casa dalla finale playoff di Serie A2 femminile appartiene alla seconda categoria. Perché perdere contro Trapani, squadra costruita mattone su mattone con l'obiettivo dichiarato della promozione, dopo aver tenuto testa per quaranta minuti alle avversarie, non è una disfatta: è una dichiarazione di valore.
Una finale vera, fino in fondo
La partita ha detto tutto quello che c'era da dire sul valore delle Janas. Primo tempo giocato alla pari, con le ragazze della Città del Redentore che non hanno mai concesso alle siciliane il lusso di sentirsi superiori. Pallamano vera, intensa, combattuta, con entrambe le formazioni che si sono fronteggiate a viso aperto. Il risultato al riposo fotografava un equilibrio reale, non fortunoso.
Poi, nella ripresa, Trapani ha fatto valere quello che aveva costruito in un'intera stagione: profondità di roster, fisicità, esperienza. Quando la stanchezza comincia a mordere le gambe, è lì che si vedono le differenze tra una squadra costruita per vincere una categoria e una che quella categoria l'ha sorpresa con il proprio talento. Le Janas hanno ceduto alla distanza, non al talento altrui.
Una Final Eight da incorniciare
La partecipazione alla Final Eight è già di per sé un risultato straordinario per una realtà come la Città del Redentore. Arrivare fino in fondo, giocarsi la finale con il cuore e con la testa, senza mai apparire fuori posto nel contesto della competizione: questa è la vera notizia sportiva di giornata. Le Janas escono dalla competizione senza rimpianti, consapevoli di aver dato tutto e di aver misurato con precisione il proprio livello. Ed è un livello alto.
Grazie, Ramiro
Ma questa giornata porta con sé anche una nota di malinconia. Quella che si prova quando un capitolo bello si chiude. Perché sul 40 X 20 della finale si é scritta anche l'ultima pagina della storia di Ramiro Montoya sulla panchina delle Janas.
Come già annunciato nelle scorse settimane, il tecnico argentino ha accettato la guida della nazionale seniores femminile cilena, un incarico di prestigio internazionale che nessuno può permettersi di rifiutare e che è al tempo stesso la dimostrazione concreta di quanto il suo lavoro abbia parlato forte anche fuori dai confini regionali.
Montoya lascia la Città del Redentore con un lascito prezioso: una squadra cresciuta, una identità di gioco riconoscibile, e una Final Eight nel palmares che vale più di tanti trofei. Non si costruiscono certi risultati per caso. Si costruiscono con metodo, con passione, con la capacità di far credere a un gruppo di atlete che il traguardo è più vicino di quanto sembri.
A Ramiro Montoya va il ringraziamento sincero di tutto l'ambiente delle Janas, e l'augurio di una carriera sportiva ad altissimo livello. La panchina della nazionale cilena accoglie un allenatore vero. Lo scoprirà presto anche il resto del mondo.
Da Chieti, Le Janas tornano a casa sconfitte ma imbattute nell'anima. E in fondo, nel mondo dello sport, non c'è vittoria più bella di questa.